Obama compie la missione di Bush in Iraq

Oggi alla base di Fort Bragg, in North Carolina, Barack Obama ha sancito in modo evocativo quello che ha già decretato con i crismi ufficiali. “Come vostro commander in chief e per conto di una nazione che vi è grata, sono orgoglioso di poter finalmente dire queste due parole: welcome home”. Barack Obama ha ripetuto per quattro volte la formula che accoglie i soldati americani di ritorno dall’Iraq dopo quasi nove anni di guerra.
22 AGO 20
Immagine di Obama compie la missione di Bush in Iraq
Oggi alla base di Fort Bragg, in North Carolina, Barack Obama ha sancito in modo evocativo quello che ha già decretato con i crismi ufficiali. Anzi, quello che il suo predecessore, George W. Bush, aveva stabilito con precisione: il ritiro delle truppe americane dall’Iraq entro la fine del mese. Assieme alla First Lady, Obama tornerà nello stesso luogo in cui nel 2008 aveva parlato della guerra in Iraq come del conflitto che “ha contribuito di più a rafforzare i nemici dell’America”.
Allora Obama prometteva una politica in netta discontinuità con il passato – parlava di “clean break” – mentre oggi si ritrova a confermare gli accordi presi da Bush. Ma senza le garanzie di presenza sul territorio che il presidente repubblicano giudicava essenziali: per non posticipare il ritiro, Obama ha dovuto accettare le condizioni poste dal premier iracheno, Nouri al Maliki. Benché la formula “mission accomplished” sia assolutamente bandita da questo discorso politico in forma di ringraziamento ai soldati, il presidente spera che il discorso di oggi porti buoni frutti elettorali nei prossimi dieci mesi.
“Come vostro commander in chief e per conto di una nazione che vi è grata, sono orgoglioso di poter finalmente dire queste due parole: welcome home”. Barack Obama ha ripetuto per quattro volte la formula che accoglie i soldati americani di ritorno dall’Iraq dopo quasi nove anni di guerra. Entro il 31 dicembre tutte le truppe americane torneranno in patria. Nonostante qualcuno, come il senatore John McCain abbia ricordato che questa data era prevista dagli accordi stipulati da Bush e che sia un po’ “presuntuoso” per il presidente attribuirsi il merito per la fine della guerra, Obama non ha rinunciato a un discorso dall’alto valore simbolico davanti a migliaia di soldati.
Il presidente ha cautamente evitato i trionfalismi e ha volato alto, lodando chi ha servito nell’esercito americano per difendere “ i principi espressi nei nostri atti fondativi” e spiegando a una folla in tuta mimetica che “Washington dovrebbe imparare da voi”. Il presidente ha trascurato i dettagli del ritiro, le implicazioni politiche, l’instabilità irachena e si è lanciato in un caldo elogio a sfondo patriottico che è stato accolto con partecipazione dai soldati. Dopo l’Obama accorto e prudente che si è presentato lunedì scorso alla Casa Bianca con il premier iracheno, Nouri al Maliki, è arrivato il momento del presidente evocativo, il cesellatore di narrative trascinanti che cavalca un ritiro annunciato.